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Koster Academy Lezione Uno Di Marilena Barbagallo

Buonasera Booklover , oggi vi parlo di KOSTER ACADEMY di Marilena Barbagallo . Una delle mie autrici preferite.

Titolo: Koster Academy Lezione uno

Autrice: Marilena Barbagallo

Casa Editrice: Magazzini Salani

Genere: Dark romance/ Age gap /spicy

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Beatrix van den Berg è un’orfana cresciuta nel Begijnhof di Amsterdam senza conoscere le proprie origini. Ha poche prospettive per il futuro e un’unica certezza: ogni anno due uomini scelgono alcune ragazze della casa di accoglienza e le portano via. Ramses Hofman, uno di questi, appare ai suoi occhi particolarmente affascinante e misterioso: per lei rappresenta il mondo esterno, la possibilità di fuga da un destino che sembra già segnato, e ne è attratta da sempre. A maggior ragione quando, arrivato il suo turno, si rende conto che proprio Ramses sembra poterle dare le risposte che cerca sulla sua famiglia. Per saperne di più dovrà seguirlo in una scuola diversa da tutte le altre: controversa. Spregiudicata. Anticonformista. In un intenso gioco di manipolazione e seduzione che darà vita a un amore contrastato, Trix dovrà presto decidere fino a che punto spingersi per riscattarsi e scoprire la verità sul suo passato.

Ero convinta che salendo sino all’ultimo ramo, avrei potuto ammirare Amsterdam oltre le mura del beghinaggio, invece, con mia grande sorpresa, mi ero resa conto che non era possibile guardare oltre. Che non sarei mai riuscita ad andare oltre. Già quello era stato un segnale.

Ha diciotto anni Beatrix van den Berg, e sa che è costretta a lasciare il luogo che l’ha cresciuta, per essere sputata nel mondo senza alcuna protezione, fino a quando un’offerta le viene fatta e il mistero della visita annuale di quei giovani bellissimi, e soprattutto di colui che freddamente sceglie le ragazze da portarsi via, viene svelato. Così come dal quel ramo non è possibile spiccare il volo, per Beatrix anche le siepi che costruiscono quasi un giardino segreto nel cuore della capitale non sono altro che una prigione, gabbia di silenzi e attesa, illuminata solo una volta l’anno dall’arrivo di due uomini misteriosi. E se poi da quel ramo, da bambina, invece cadi e riesci a salvarti perché due braccia riescono a prenderti in tempo, allora è inevitabile che quest’ultimo si fermi, in un susseguirsi congelato di emozioni e vuoti. un’offerta le viene fatta e il mistero della visita annuale di quei giovani bellissimi, e soprattutto di colui che freddamente sceglie le ragazze da portarsi via, viene svelato. In un’atmosfera lucida e grigia che rincorre la scrittura della Brontë in Jane Eyre, ecco davanti ai nostri occhi il bivio dove Beatrix si congela. Affrontare le incertezze del mondo esterno, dove per lei probabilmente si apriranno le porte delle vetrine del più famoso sex district del mondo, oppure entrare nella Koster Academy, esclusiva scuola per giovani uomini e donne che scelgono, dopo attenta preparazione, di vendere se stessi al miglior offerente? La scuola non è solo questo, ma i colori impressi nella mente e nell’abbigliamento di chi la abita non lasciano spazio a dubbi Rosso per le Lucciole, Bianco per i Vergini e Nero per i Senior, colori decisi, senza sfumature, che ricalcano quello che ci si aspetta da loro, ammantato da uno spettro di legalità e da lezioni che possono condurre a essere scelto dall’acquirente giusto e guadagnare, in una sola notte, abbastanza da permettersi di non lavorare mai più. La precisione maniacale nella scelta di parole, mai ripetitive e ricercate per stupire il lettore.  Descrizioni dettagliate e accurate dei luoghi e dei personaggi che aiutano a vivere l’atmosfera di questa particolare accademia. Trovo meraviglioso il lavoro di Marilena Barbagallo, che spero conosciate tutti, ma se così non fosse affrettatevi a farlo, mi ringrazierete sicuramente di questo consiglio!  Si tratta di un age gap, e si capisce da subito che è la storia proibita tra la giovanissima Beatrix o “Trix” e il suo sogno erotico fin da piccola, Ramses, di cui lei però non sa nulla. Non ne conosce né il nome né la mansione, fino a che non se lo troverà davanti nella veste di professore dell’accademia più ambita di Amsterdam. Ne vedremo davvero delle belle perché entrambi hanno caratteri molto forti e definiti, indomabili e imperterriti. Cadranno vittime dei tranelli dell’altro, dei loro stessi giochi di potere e seduzione e della continua sfida tra loro.  Si odiano, si attirano, si vogliono, ma non possono! Un eterno tira e molla piccante e magistralmente raccontato che ci incolla all’avida lettura del romanzo e ci intriga come i suoi stessi protagonisti nella rete complicata della storia. Lui si chiama veramente come il faraone egizio, ma non vuole che lei lo chiami così, come Beatrix non vuole essere chiamata Trix da lui. Entrambi si rivolgono all’altro nei loro pensieri come lo stronzo la stronza! Peccato però che siano legati da una passione cocente, attratti l’uno dall’altra come da calamite potentissime.


«Ci guardano tutti».

«È normale. Io sono appariscente, tu sei bellissima». 

Koster Academy  lezione uno  è tutto fuorché frivolo o degradante, è anzi un romanzo ben strutturato, curato, profondo, romantico, passionale e intelligente come del resto lo sono i suoi protagonisti: acuti, intelligenti e profondi.  Il POV e’ alternato tra Beatrix e Ramses. Scritto al presente in prima persona in un arco temporale di un mese circa, con qualche flashback del passato, soprattutto da parte di Ramses, che ci fanno capire il suo punto di vista e alcune sue decisioni.



“Si presenta sempre come lo immagino: anfibi neri, jeans, giubbotto di pelle, occhiali da sole che ora porta alle labbra; un viso la cui barba rasata lo ha reso più ruvido nel tempo, occhi blu cobalto e capelli scuri, quest’anno un po’ più lunghi rispetto all’ultima volta che l’ho visto. È sempre accompagnato da un altro uomo altrettanto affascinante, i cui colori sono totalmente opposti ai suoi. Il compagno sembra luminoso, lui appare cupo e oscuro. Forse è proprio questo che mi ha sempre affascinata. Rimangono fermi nel cortile, ad attendere di essere ricevuti come di consueto, e noi, come ogni volta, li osserviamo tenendoci a debita distanza.”

Ramses di certo non la vuole lì, mentre la direttrice Delhia, misteriosa e legatissima a quel ragazzo oscuro che tratta come un figlio, ha un interesse malcelato nei confronti di quella giovane irrispettosa e audace. È un romanzo con due centri gravitazionali ben distinti, Amici Magnetici, che si scontrano e si allontanano con forza, inevitabilmente attratti, ma comunque necessariamente distanti. Non lasciatevi ingannare da questo scambio, perché Ramses è, nella costrizione del suo ruolo di Senior, distaccato, gelido, sapiente manipolatore e capace di indossare la maschera più adatta al ruolo da interpretare nel momento. Impartisce lezioni che sono attaccate alla sua anima perché l’Accademia è il suo mondo, come quello del suo migliore amico Wes, ma al tempo stesso è intrappolato nella tela che lui stesso ha intessuto, poco importa se fatta di fili di diamante o lacrime. Lui non piange, non si abbassa, non prega e soprattutto non sente, niente, tranne un male di vivere che aspetta solo i giusti Fiori del Male per esplodere in un silenzio accecante. Il rumore, la confusione, un’infanzia in bilico tra l’amore per la madre e il ribrezzo per quello che lei svolge come professione, lo hanno segnato in modo indelebile nel suo rapporto con le donne. 

“«Chi sei tu!» Era sprezzante. Non che mi aspettassi dolcezza o altre premure. Avevo notato che portava con sé una certa oscurità. Ma proprio quel buio mi attirava come una calamita, perché era lo stesso da cui credevo di provenire. «Io sono Beatrix»…” «Beatrix van den Berg» avevo continuato seguendolo. «Non ti ho chiesto il nome completo». «Io vorrei sapere il tuo. Mi hai salvata». Si era fermato improvvisamente, fissandomi dall’alto della sua statura. Gli odiosi occhiali a forma di goccia ancora a farci da barriera. «Non ti ho salvata. Mi sei caduta tra le braccia». «È la stessa cosa». «No che non lo è».”

All’interno del romanzo le dinamiche della scuola, le regole e i compagni con cui Beatrix si confronta, hanno un ritmo sostenuto, ironico, dolceamaro. Beatrix è una Vergine e, proprio per questo, può aspirare a un compratore che potrà cambiarle la vita, una volta firmato il contratto per cedere la sua prima volta. Ne è consapevole, anche se non è questo che la muove; la scelta di entrare in Accademia non è sua, ma in qualche modo fuorviata dalle circostanze, mentre assistiamo alla discesa di Ramses nel vortice del tormento e dell’ossessione. Quando parlo di due centri gravitazionali distinti, non lo faccio a caso.

“Solo quando ce l’ho di fronte riesco a perdere quel controllo che ho sempre avuto e la sensazione, invece che disorientarmi, mi fa sentire meglio di qualsiasi altra. Perdo la lucidità, è vero, ma so di essere nel posto più giusto, l’unico in cui, finalmente, in trentuno anni di vita, io sia riuscito a smettere di pensare, di soccombere sotto quella valanga di riflessioni, macerie di idee, di memorie passate, di cose da fare e da dire. Lei, questa piccola ragazzina spontanea e vera, è la sola che riesca a governare la mia mente. Custodisce i miei pensieri o li annulla, non ha importanza, resta il fatto che mi alleggerisce, si prende tutto il peso e sulle spalle non mi grava più nulla che non siano i miei sentimenti.”

Nei precedenti romanzi abbiamo avuto protagonisti indimenticabili, inutile citare Taurus, Amir, Krum o Zakhar, con controparti femminili complesse, ma, a mio avviso, non all’altezza della poesia e della determinazione di Trix. Forse solo Libra, in alcuni momenti, mi ha ricordato lei, perché le scelte che compie, nonostante siano state fuorviate dalle decisioni prese da altri, sono comunque frutto di un dolore intrinseco da cui non solo non riesce, ma non vuole distaccarsi. Lo stile è ancora quello che conosciamo, ma più maturo, potente, e con introspezioni profonde in entrambi i protagonisti. Già il prologo ci dà un assaggio, e ha un gusto amaro che non possiamo ignorare.

“Ero convinta che lui potesse essere una via d’uscita, che rappresentasse il mondo fuori dal beghinaggio, ciò a cui aspiravo, ciò che desideravo. E invece aveva ragione, quando gli sono finita tra le braccia: non è il mio eroe. Io gli sono solo caduta addosso. Una parte di me ha sempre saputo di averlo idealizzato, di aver costruito nella testa una figura inesistente. Mi è sempre apparso oscuro, poi ho iniziato a vederlo come una luce nel mio buio. Invece era esattamente ciò che sembrava: pericoloso e nero. Nero come il mondo da cui proviene.”

Siamo solo delle fasi nella vita di qualcuno.

Per un po’ sono stata la sua, domani sarò quella di qualcun altro. Passiamo, senza restare mai. E collezioniamo attimi. Forse diventerò una frase. Quella che non scriverà mai sulla sua pelle. Quella che ricorderà guardando una fotografia. Proprio quella che griderà quando lo sfiorerà la rabbia, nel giorno in cui capirà che non mi ha mai dimenticata.

L’evoluzione dei personaggi la leggiamo attraverso i loro rispettivi Pov, comprendendo il profondo dilemma di Ramses e l’irrequietezza di Trix.
Il rapporto tra i due è talmente distruttivo che non saprete più per cosa tifare.

La componente dark di questo romance è evidenziata dalla gestione malata delle emozioni che entrambi i protagonisti faticano a comprendere e vi terrà imbrigliati nello sviluppo della storia.

Le scene spicy sono cariche di tensione e per nulla scontate, i dialoghi sono ben scritti e i personaggi secondari ben caratterizzati e fondamentali per la trama. Lo consiglio?
Sì, ma non è una storia per tutti.
L’abilità della Barbagallo sta nell’evidenziare le emozioni negative sbattendoci in faccia i problemi che conseguono da una cattiva gestione dei sentimenti.
I temi trattati sono abbastanza forti, la dinamica di possesso è preponderante, così come altre dinamiche tossiche, quindi serve una lettura consapevole in quanto non siamo in un romance cuoricino love-love, anzi, ci troveremo spesso in uno spazio scuro hate-hate.

La cosa che apprezzo di più di Marilena è che mi faccia sentire sporca, sbagliata e che stia leggendo qualcosa di proibito, mi fa proprio rivalutare il mio discernimento tra bene e male, e questo mi manda ai matti.

Per questo le faccio il mio plauso: a volte camminare nell’oscurità è un passaggio necessario per comprendere al meglio la natura umana, persino la propria.